t=<b>CAMBIAMENTI CLIMATICI</b>
Qualsiasi cambiamento di clima attribuito direttamente o indirettamente ad attivita' umane, il quale altera la composizione dell'atmosfera mondiale e si aggiunge alla variabilita' naturale del clima osservata in periodi di tempo comparabili

<b>CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI</b>
Effetti prodotti sull'ambiente circostante da cavi e apparecchiature elettriche cui e' applicata una tensione (campo elettrico) o che sono percorsi da corrente (campo magnetico). Possibili fonti di tali campi sono gli elettrodotti, gli elettrodomestici, le antenne per la trasmissione di segnali di telefonia mobile, gli impianti radio televisivi, i radar. Per studiarli, bisogna porre una carica o un magnete di prova che ne verifica l'intensita' e la direzione di propagazione.

<b>CANCEROGENO</b>
Agente di natura chimica, fisica e biologica in grado di innescare il processo di cancerogenesi e condurre cosi' alla trasformazione della cellula normale in cellula tumorale. I cancerogeni possono essere separati in due categorie generali: composti che agiscono a livello dei geni (genotossici) e composti dove non e' stata trovata evidenza di reattivita' diretta con DNA (epigenetici), ma provocano diversi effetti biologici che possono essere alla base della loro cancerogenicita'. Un agente viene definito cancerogeno sulla base di evidenze scientifiche derivanti da sperimentazioni su animali o da osservazioni epidemiologiche sull'uomo. Tra i principali agenti chimici cancerogeni sono compresi il fumo di tabacco, che si ritiene il principale agente cancerogeno presente nell'ambiente, l'alcool, quelli in relazione all'ambiente di lavoro, ma anche la dieta ed abitudini dietetiche possono favorire l'insorgenza di tumori, cosi' come alcuni farmaci. Tra i fattori di natura fisica sono noti gli effetti cancerogeni di esposizione a radiazioni ionizzanti e a quelle elettromagnetiche, mentre tra i fattori biologici alcuni virus sono implicati nell'insorgenza di tumori.

<b>CAPACITA' DEPURATIVA</b>
La possibilita' che ha un determinato ambiente di purificare l'immissione di un inquinante. La capacita' depurativa variera' in base al tipo di ambiente considerato e alla quantita' e tipo di sostanza estranea immessa.

<b>CARBON TAX</b>
Tassa definita sulla base del contenuto di carbonio del bene tassato e finalizzata a far ricadere i danni ambientali, causati dal carbonio, sull'inquinatore. In ambito europeo, l'ipotesi di una carbon tax e' stata avanzata in una comunicazione della Commissione al Consiglio nell'ottobre 1991 ed e' successivamente divenuta proposta formale nel giugno 1992 come parte di una piu' ampia strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Appoggiata solo da alcuni paesi, la proposta non ha raggiunto l'accordo unanime degli Stati membri dell'Unione Europea

<b>CARBURANTE</b>
Termine usato per indicare tutte le sostanze combustibili (liquide o gassose) che miscelate con un comburente, come ad esempio l'ossigeno, formano una miscela esplosiva. Tra questi ricordiamo la benzina usata per l'autotrazione.

<b>CARTE ECOLOGICHE</b>
Sono dichiarazioni a carattere generale che in passato hanno svolto un ruolo notevole ed ancor oggi costituiscono un punto di riferimento per il dibattito sul rapporto uomo-ambiente e sulla necessita' di codificare con leggi e norme il diritto dell'uomo a vivere in un ambiente sano ed in equilibrio ecologico.

<b>CDR</b>
E' un combustibile alternativo ottenuto dalla componente secca (carta, plastica, fibre tessile, ecc.) dei rifiuti urbani, dopo un apposito trattamento di separazione e purificazione da altri materiali, quali vetro metalli e inerti. Il CDR ha mediamente la seguente composizione: 44% carta, 23% plastiche, 12% residui tessili, 4,5% scarti legnosi, 14% organico putrescibile e 2,5% inerti; il suo potere calorifico inferiore e' mediamente pari a 15.000 Kj/kg (circa 3.600 kcal/kg). Attualmente, sono due le possibilita' di impiego di questo materiale: sfuso e/o addensato, per la combustione in impianti industriali (cementifici, acciaierie, centrali termoelettriche, ecc.) o in forni dedicati a griglia o a letto fluido (Forni d'incenerimento); in pellets, per la combustione con carbone o in combustori a letto fluido bollente o ricircolante. Le caratteristiche e le modalita' di impiego dell'RDF furono definite con D.M. 16.1.95 e successivamente revisionate con le nuove disposizioni previste dal D. Lgs. 5.2.97, n. 22, per le quali l'RDF viene ridefinito Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) e, dal punto di vista normativo, non piu' considerato rifiuto urbano, ma rifiuto speciale assimilabile all'urbano.

<b>CERTIFICAZIONE AMBIENTALE</b>
Al fine di migliorare la gestione operativa delle attivita' che possono avere un negativo impatto sull'ambiente, molte imprese industriali hanno iniziato a sottoporsi alla verifica di certificatori esterni (societa' di consulenza specializzate con esperienza primaria nel campo dell'analisi finanziaria e di bilancio). In caso tale verifica vada a buon fine (non abbia cioe' riscontrato significative anomalie nel Sistema di gestione ambientale degli impianti o superamento dei valori-limite alle emissioni prescritte dalla normativa ambientale in vigore), viene rilasciata una certificazione ambientale che si rifa' allo standard volontario prescelto (BS 7750, ISO 14000). Alcune societa' di consulenza si stanno orientando ad operare anche nell'ambito del Regolamento EMAS (Regolamento 1836/93 CEE), che prevede l'accreditamento di verificatori a livello comunitario. La certificazione ambientale puo' essere rilasciata oltre che per un Sistema di Gestione (a livello di sito o d'impresa) anche per un Rapporto Ambientale. In quest'ultimo caso viene verificata la correttezza della metodologia impiegata nella raccolta, elaborazione e rappresentazione dei dati e vengono di solito effettuate verifiche a campione sulle attivita' oggetto del Rapporto.

<b>CFC</b>
I CFC (clorofluorocarburi) sono derivati alogenati degli idrocarburi: non sono tossici, ma sono gas-serra 10-20.000 volte piu' efficaci dell'anidride carbonica e per il fatto di essere chimicamente inerti, raggiungono lo strato di ozono, nella stratosfera, dove il cloro in essi contenuto si libera e decompone l'ozono con una reazione ciclica, provocando una riduzione dello schermo che protegge la vita terrestre dai raggi ultravioletti (Buco dell'ozono). La loro produzione e il loro consumo (ad esempio nelle bombolette spray, nei frigoriferi o nelle plastiche espanse) sono stati di recente fortemente ridotti attraverso l'applicazione della Convenzione di Vienna del 1985 e gli accordi di Montreal del 1987.

<b>CLIMA</b>
Complesso delle condizioni meteorologiche di una regione nel corso delle stagioni. Il clima dipende dalla latitudine, dall'altitudine, dalla posizione rispetto ai continenti e alle aree oceaniche

<b>CLOROFILLA</b>
Pigmento di colore verde presente nelle cellule dei vegetali, in grado di assorbire l'energia della luce solare necessaria per la produzione degli zuccheri. e' contenuta nei cloroplasti, organuli cellulari adibiti alla fotosintesi clorofilliana. Le piante non contengono solamente il pigmento della clorofilla. In autunno, quando la clorofilla scompare, sono evidenti altri colori, dovuti alla presenza nelle foglie di pigmenti colorati. La clorofilla esiste in due diversi tipi (clorofilla a e clorofilla b), complementari nell'assorbire la luce del sole a seconda della sua incidenza. In questo modo, non avviene spreco di energia luminosa

<b>COGENERAZIONE</b>
Produzione associata di energia elettrica e di calore in una centrale termoelettrica, nella quale il calore ad elevata temperatura (1200-1300 C) generato nella combustione di sostanze fossili viene utilizzato per la produzione di energia elettrica, mentre il vapore uscente dalla turbina viene inviato ad utenze diverse, civili o industriali, sia tal quale, sia come acqua calda, dopo condensazione. Questa tecnica e' caratterizzata da un'elevata efficienza termodinamica e il suo utilizzo si sta sviluppando sia nel settore industriale, sia in quello civile, poich permette di ottenere una notevole riduzione dei costi e dell'impatto ambientale attraverso il contenimento dei consumi di combustibile rispetto ad una generazione indipendente di energia elettrica e termica.